L’aumento della spesa per la difesa in Europa sta attirando l’attenzione degli investitori, soprattutto in seguito all’invasione russa dell’Ucraina e alla crescente instabilità geopolitica. Il piano ReArm Europe dell’Unione Europea, con un budget di 800 miliardi di euro, mira a rafforzare la sicurezza del continente, aprendo nuove opportunità di investimento nel settore della difesa. Ma è possibile investire in modo sostenibile in questo ambito?

Il contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare

Dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, i paesi occidentali hanno incrementato il budget per la difesa. Ad esempio, mentre la Russia spende il 5,86% del suo Prodotto interno lordo (PIL) in spese militari, molti stati della NATO non raggiungono nemmeno il 2%, soglia richiesta dall’alleanza. Questo sta spingendo governi e investitori a riconsiderare il ruolo della difesa nelle loro strategie economiche.

Sostenibilità e difesa: un connubio complesso

Tradizionalmente, il settore della difesa è stato visto con scetticismo dagli investitori sostenibili a causa del suo legame con i conflitti armati. Tuttavia, con l’incremento delle tensioni internazionali, le politiche di investimento si stanno adattando. Secondo Robeco, leader negli investimenti sostenibili, è possibile bilanciare rischi, rendimenti e principi ESG (Environmental, Social, Governance) escludendo le armi controverse, ma mantenendo l’interesse per industrie convenzionali e servizi di supporto non letali.

La distinzione tra armi: sì a quelle convenzionali

Secondo la logica, le armi dovrebbero essere un settore non catalogabile come investimento sostenibile. Ma al contrario di quanto si possa pensare, le aziende che producono armi possono rientrare nei portafogli dei fondi che investono secondo criteri. Dietro questa scelta c’è una strategia di diversificazione che può essere perseguita a patto che si guardi solo a società che producono che cosiddette armi convenzionali, ovvero utilizzate per fini puramente difensivi.

Non possono, al momento, rientrare nei portafogli dei fondi le cosiddette armi controverse, ovvero armi chimiche armi chimiche, biologiche, mine anti uomo, bombe a grappolo tutte bandite dai trattati internazionali. La maggioranza dei gestori non investe in armi controverse, ma le aziende che forniscono tecnologie e servizi di supporto alle forze armate rimangono investibili.

Opportunità di investimento indiretto sulla difesa

Investire nella difesa in modo responsabile non significa solo puntare sulle aziende produttrici di armamenti. Esistono numerose opportunità nei settori di supporto, come:

  • Cybersecurity. La guerra moderna non si combatte solo sul campo, ma anche nel digitale. Le minacce informatiche sono in aumento e i governi stanno investendo sempre di più nella protezione delle infrastrutture critiche e delle reti di comunicazione.
  • Logistica e rifornimenti. I fornitori di uniformi, trasporti e catering per le truppe sono essenziali per il mantenimento delle operazioni militari. Aziende specializzate nella produzione di materiali avanzati e nella gestione della supply chain militare possono offrire ottime opportunità di investimento.
  • Tecnologie satellitari. Sono fondamentali per la comunicazione, la navigazione e la sorveglianza. Le tecnologie satellitari vengono impiegate non solo per scopi militari, ma anche per la gestione delle emergenze e il monitoraggio ambientale, offrendo un perfetto equilibrio tra sicurezza e sostenibilità.
  • Finanza e servizi bancari. Il supporto economico alle industrie della difesa è cruciale per lo sviluppo di nuove tecnologie e l’innovazione del settore. Le banche e gli istituti finanziari che forniscono finanziamenti alle aziende della difesa possono trarre vantaggio da questa crescita.
  • Energia rinnovabile per basi militari. Molte installazioni militari stanno adottando fonti di energia rinnovabile per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e migliorare l’efficienza energetica. Investire in aziende che sviluppano soluzioni di energia pulita per il settore militare rappresenta un’opportunità sostenibile e redditizia.

IDEE DI INVESTIMENTO

Investire nella difesa in modo sostenibile è una sfida, ma non impossibile. Secondo l’analisi di Robeco, è necessario un approccio dinamico, dato che le politiche di spesa militare possono cambiare con il contesto geopolitico. Un’eventuale pace tra Russia e Ucraina, per esempio, potrebbe ridurre l’urgenza degli investimenti nella difesa. Mantenere un portafoglio flessibile e bilanciato sarà fondamentale per cogliere opportunità senza trascurare la responsabilità sociale e ambientale.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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